COMUNICATO STAMPA
con preghiera di diffusione
Sabato 5 novembre 2005 ha avuto luogo nella sempre incantevole cornice del Castello Feudale “ Ai Nove Merli ” di Piossasco la premiazione dell’ annuale Concorso internazionale di Poesia e Sensazioni “ Antiche come le Montagne”, organizzato dal Gruppo Amici della Poesia in collaborazione con la città di Piossasco Assessorato alla Cultura , la A.T. Pro Loco ed il prezioso e costante contributo della città francese di Cran-Gèvrier.
Questa la composizione delle tre Giurie ufficiali del premio:
1) PER “POESIA INSIEME”
Presidente: Giorgio BARBERI SQUAROTTI,
L.DE LUCA –L.GIRAUDO - G.MARTINATTO -P.PELLEGRINO - A.RUFFINATTO - G.VALERA GRUBER
2) PER “ PROGETTO PRIMAVERA E PRIMAVERA 15”
Presidente: Ezio MARCHISIO
A.FRAMMARTINO - MV.GARAVELLI - V.MOSOLE - C.TIENGO
3) PER” IMMAGINI E RICORDI”
Presidente: Piero BONINO
F.BRUNELLO - C.CARBONARO - D.CRUSCA - D.FORIGO
Vincitrice della quattordicesima edizione ANTICHE COME LE MONTAGNE è risultata Maddalena MAFFEI di Noventa Padovana con il componimento “ FUOCO DI PAGLIA”. Secondi classificati pari merito: Gina Bonenti Mira D’Ercole con la poesia “RITORNO VENDEMMIALE” e Gittini Giuseppe con “ IL RIFUGIO”. Terza classificata : Wanda Ottino con “ STRADA SAN MARTINO 139”. Quarto classificato: Antonio Costantin con:” PRA DI BOTTE 2005” Al quinto posto: Cesare Vallina con: “ SENZA COLORI”.
Sono stati inoltre assegnati due premi speciali della giuria a: Gvardina Elena e Cappellaro Lara.
La giuria ha infine espresso una segnalazione per merito ad Anna Maria Cardillo.
Premiati nella sezione “ PROGETTO PRIMAVERA e PRIMAVERA 15”:
Primo classificato: Luca Bee di Pontevico (BS) che ha composto :” ANNASPANDO FRA BOLLE DI CARTA”. Secondo classificato: Enrico Grosso di Torino con la poesia ” SILENZIO” . Terzo classificato Stefano Valdemarin con ” AUSCHWITZ OGGI”. Al quarto posto: Luca Tedesco con .” AND WHEN…”. Al quinto posto: Lisa Castellaneta con ” LA PAURA”.
Altri tre premi speciali della giuria a Cristina Talenti, Martina Merletti ed Erika Giacomelli.
Per la sezione “IMMAGINI E RICORDI” (FOTOGRAFIA), il 1° premio e’ stato assegnato ad Antonio Costantin di Piossasco con “ CANNETO UNO” . Al secondo posto: Elena Gvardina con: “LUCE”.
Altro premio speciale della giuria a Giovanni Sobrino.
Per la prima volta in questa edizione è stato istituito come esperimento un premio del “PUBBLICO”, che ha favorito Lia LAGEARD di Torino con la fotografia TERRE STRANIERE…(GABBIANO).
Anche quest’anno i vincitori vedranno i propri componimenti pubblicati su internet e avranno occasione di porre a dimora nel parco del Castello feudale una pianta di camelia a fioritura invernale, in ricordo della loro presenza a Piossasco.
Gli Amici della Poesia ringraziano di cuore quanti li seguono con sincera devozione in questa iniziativa, con l’augurio di proseguire insieme un proficuo cammino, e danno appuntamento a tutti gli appassionati per l’edizione 2006 del concorso, che prevede due sicure novità: l’inserimento insieme alla poesia, del racconto breve, e la partecipazione gratuita non solo per i pass 15 ma anche per tutti gli studenti
Con l’augurio che la poesia sia sempre presente nella vostra vita...
AMICI POESIA
A.T. PRO LOCO PIOSSASCO
Corrispondenza : Giuseppe Sabatini – Guppo Amici della Poesia-
Via G. Deledda,1 10045 Piossasco (TO)
WebMaster Sito Internet: Luca Necciai sito web: www.amicipoesia.altervista.org
e-mail: amici.poesia@gmail.com
Info Line : Bruno Spesso- ore 14,00/16,00- tel 011 9064314
FUOCO DI PAGLIA
Sotto un cielo stellato dominato da una luna esagerata,
rotonda e soddisfatta,
come si fosse appena fatta
un’abbuffata con le mie sicurezze
una scorpacciata del mio mondo tranquillo e sempre uguale
un sol boccone del mio cuore già provato,
questa luna mannara mi ha stregato senza scampo
nel tempo di un bacio.
Ma chi se lo aspettava, un regalo così a ottant’anni?
MADDALENA MAFFEI
1° Classificata "Antiche come le Montagne" ed.2005
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IL RIFUGIO
Di questa tavola
E già la sera
Chiusi nel rifugio,
La campana nella valle
Imbandita di solidi amici
Briciole d’immagini
Echeggiano tra bottiglie
Ormai avare di vino.
Negli occhi il sapore
Di polverosi sentieri,
rafforza il velame
di panorami improvvisi
dipinti nel cuore.
Aggrappata al monte
Non concede
Ai nostri piedi che
Un timido riposo.
Fuori,
la luna lieve accarezza
il nostro covo e di una sigaretta
l’azzurro filo
un poco fa tossire
la sua luce.
Dentro,
poche candele
giocano sui volti nostri
misteriosi segni
quasi a non conoscerci
più.
tra ali di montagne
che puntellano pensieri
sorseggiamo ancora
l’ultima eco della scalata.
Rimprovera
Che non siamo soli.
Il mondo con i suoi umori
S’aggira attorno a noi
Che al riparo nella notte
Vediamo tra le sue tempeste
Nella cera consunta
La forza di essere
Non più giovani eroi.
GIUSEPPE GITTINI
2° Classificata pari merito
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RITORNO VENDEMMIALE
IN UNA NEBBIA SEROTINA DI PENSIERO
Senza applausi, l’estate è scivolata via Questa notte si ballerà sull’aia o nella piazza: Tra i giovano gli anticipi di amore e le promesBatteranno l’oscuro di oltre siepe. Ora chi batte alla mia porta,
Con il solare giubilo acciarpato nelle sacche da viaggio:
la fuga ora ne svela una prudenza di ronzii.
Nel tramonto che tinge di ferretto i colli
Fruga le vigne un alito di vento per uno stanco giuoco.
Si specchia assente in cielo dentro il fiume,
mentre spezzetta l’aria con presagi di nebbia
il riso delle folaghe.
È come un incantesimo:
viene in larghe folate e sa di gelsomino e di aspro
il profumo dell’uva.
Sempre e non sempre: essere nata qui in un’altra vita.
È tutto come allora:
le donne che raccolgono con somma cura i grappoli,
gli uomini che rovesciano i canestri nelle bigonce.
fisarmoniche e mandolini,
il complessino jazz o beat,
la banda…
Con la grancassa i desideri sino al cielo,
dove, in mezzo alle stelle lucidate ad hoc
trema la luna rattrappita a mezza fede.
È tutto come allora.
Pure qualcosa manca che io non so:
una tristezza scarna estenua la sera:
è come una libellula che passa torna passa
a filo dei canneti…
o una collana di finzioni che si sfila.
In tasca mi si sbriciola il ricordo:
la mia vendemmia- se ci fu- è al di là dell’arena.
Non più i festosi amici:
Persegue cadenze di pietra.
In un contraddittorio di confronti e di sconfitte
Ho perso il senso dei ritorni.
GINA BONENTI MIRA D’ERCOLE
2° Classificata pari merito
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STRADA SAN MARTINO 139
Mi dà felicità quella salita, Mi dà felicità questa stradina Tu m’attendi, compagno d’una vita…
quel sentiero nei passi della luna.
È tardi, notte fonda ma perduta
Essenza di magnolia e gelsomino.
Carezze d’aria scendono dall’alto
E sfiatano a ridosso delle mura.
Tuonano cani al buio delle ville,
la forsythia spande il suo cuore giallo
D’erbe e sassi frammezzati, quel mare
Che pulsa dietro il porto, le lampare
Che altalenano leggere. Non penso
Nulla perché ho imbavagliato il cuore.
…mi dà felicità questa salita.
WANDA SMO’
3° Classificata
Velivoli fluttivaghi
Delfino d'estro vola
la barca sospinta da gelo
maestro.Gravida vela
scopa onda canuta,
dal tagliamare ritmo
loquace e perle di sale
a barba nocchiera.
A volo radente gusta vento
anche un gabbiano.
Lieve ora scivola la coppia
verso l'oltremare,e male
dicerno quale
dell'uno sia volo
e dell'altro,veleggiare.
Da un cielo
Da un cielo sereno, reclusa
nel pozzo della memoria
oltre la grazia del capelvenere
a tratti, tu, ancora
mi sorridi, tremulo ricordo
più bella di Ermione.
Respirare l'aurora
Quel cavallo dal manto
di notte mi sento che
nell'alba sfuocata da nebbia
si slancia al galoppo per l'aia
tra un alto scalciare di umide zolle,
che, ebbro di vigore, scavalca
lo stazzo e si sfrena fra i mandorli,
quel cavallo che ora libero,
respira profondo l'aurora.
Portofino
Scrocchia pigne la calura
d'agosto. Mistico esalo
di resine satura il bosco e,
penetrante lama di misericordia,
al cuore ci giunge. Ronza il silenzio
un bombo incipriato di polline
ed ebbro di nettare, ricerca una sposa.
Nell'ombra corpi informi i cespugli
trafitti da dardi di luce. Giù
lontano tra la trica dei rami
ci richiama occhiturchini
un mare fresco di onde e correnti.
Nel tuffo sfioriamo un gabbiano
che scarta spaurito. La nostra ombra
sott'acqua si perde paurosa
nel blu. Ti rinfranca tenero
un mio bacio alla bocca.
Poi,amore
ci spinge allo scoglio.
Esili trine
Esili trine
di nuvole sul sole,
annullo postale
al giorno che va.
Sulla duna che separa
dai campi la spiaggia,
mano nella mano
ci abbandoniamo al mare.
Mi guardi
e, nei tuoi occhi bruni,
vedo il sole
svanire a poco a poco.
Che mi resta di te
Che mi resta di te
se non il bagliore misterioso
dei tuoi occhi che, a tratti
dal fondo dell'anima mi balenano,
preziosi gioielli, come di gatto
nel buio della notte.
Vita
Sulla via della vita
sempre gremita
subito svanisce
nel nulla chi passa.
Soltanto resta un logorio
confuso del selciato
un messaggio sul muro:
un'arguta sentenza,
una breve poesia,
un segno di sé. Ma,
l'uomo che passa
è distratto e troppo
occupato a sparire.
Dopo la pioggia (trasmutazione)
Tremula luna
in pozza di nuvole
rabbrividisce il vento
a pugno di stelle.
Venere
Ad un niente di luna
come stella d'argenteo
sperone, da errante
cavaliere smarrito,
Venere si sta.
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ito nami