Una Poesia per PAMPARATO CERTAMEN DI POESIA
TERZA EDIZIONE
23 AGOSTO 2003
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POESIE VINCENTI |
BUIO
Mi basta vedere le stelle
nel buio nero della notte
così vicine quassù
che quasi le puoi toccare.
Mi basta vedere i tuoi occhi
che specchiano il buio dei miei
profondo più della notte
che è scesa nell’anima mia.
Mi basta vedere il tuo sguardo
che tutta mi avvolge di luce
e mostra un domani sereno
di viva palpitante speranza.
Mi basta vederti accanto
compagno di tutta una vita
vicino nel riso e nel pianto
con tenerezza infinita.
DA BOVE MARINELLA
1° PREMIO
“ADDIO”
La tristezza zufola fioca
e a ritmi arpeggiati si disperde.
E’ la certezza che per ogni altro addio
ci sarà sempre come ora
una rocca sperduta fra le boscaglie,
uno sguardo penetrante d’immenso,
una frase che ripercuote le tue lacrime,
tremanti di pioggia settembrina.
Spera con fervore
come la mia speranza percorre lo spazio.
Gioca all’amore
quand’anche il viandante si destreggerà a farlo.
Pensami come l’acqua fresca ai sassi,
le felci ondulanti al vento,
il tempo insinuo al destino
e le nostre albe saranno sereni giochi d’acqua
attorno alle barche sospiranti
su mille gocce di sale.
BELLONE SIMONA
2° PREMIO
L’IMMENSO VUOTO DELLE NOSTRE CAREZZE
Sono piccoli angeli
nati a volte per sbaglio,
sono fiori sotto la neve
sbocciati nel vento
gelido della sera
e gettati allo sbaraglio.
Un figlio si schianta
sulle pareti di un tunnel
fatto di buchi inesorabili,
annaspando nel rimorso
di non avere concesso
all’anima un ultimo desiderio.
Un figlio si nasconde
nel buio di un anonimo cavalcavia,
nell’attesa brutale
di lapidare il mondo
con la noncuranza dei fragili.
Un figlio
lo puoi ritrovare
nella sala d’attesa
d’una sudicia stazione,
mentre nasconde con dignità
sotto due strati di rossetto
tutta la vergogna
d’essere macchiato come “diverso”.
Un figlio lo puoi rivedere
per l’ultima volta
disteso sopra un gelido
letto di marmo,
pilota della notte
che ha perso la gara con la vita.
Sono aquiloni abbandonati
nelle mani della sorte,
demoni senza peccato
che masticano chewingum e morte
per riempire l’immenso vuoto
delle nostre carezze.
BELLINI CLAUDIO
3° PREMIO