17/07/2008

Bando

Concorso Internazionale di Poesie e Sensazioni
Antiche come le Montagne
DICIASSETTESIMA EDIZIONE INTERNAZIONALE – Anno 2008

Gruppo Amici della Poesia
In collaborazione con:
Città di Piossasco – Assessorato alla Cultura
Biblioteca Civica Nuto Revelli
Ass. Turistica Pro Loco Piossasco
Città di Cran Gévrier (Francia)
UNPLI – Unione nazionale Pro Loco d’Italia
SBAM – Sistema Bibliotecario Area Metropolitana Torinese



REGOLAMENTO
della XVII edizione internazionale
del Concorso di Poesia e Immagini
ANTICHE COME LE MONTAGNE

Il Concorso si articola in 5 sezioni:
Sez. A - Progetto Primavera
Poesia giovane per tutti i concorrenti nati dopo il 31 dicembre 1989 e non inclusi nella sezione B.
Sez. B - Pass 15
Riservata esclusivamente ai giovani in possesso del carnet “Pass 15” (iniziativa della Città di Torino, della Città di Piossasco e di tutti i Comuni limitrofi che hanno aderito all'iniziativa) e agli studenti e singole classi delle scuole medie inferiori e superiori (gratuito per tutti i “Pass 15” e 5 euro per studenti e/o classi).
Sez. C - Poesia Insieme
Aperta a tutti (escluse Sez. A e B), senza limiti di età.

Si partecipa alle 3 sezioni con una o due poesie edite o inedite, mai premiate, a tema libero, della lunghezza massima di 50 versi cadauna. È consentita ampia libertà di stile e lingua (eventuali opere in dialetto o lingua straniera dovranno però riportare in calce ad ogni copia la relativa traduzione italiana). La graduatoria delle sez. A e B verrà definita tramite votazione di una Giuria mista designata per l'occasione (composta da presidi, insegnanti e studenti); vincitori e segnalati delle sez. C e D saranno stabiliti dalla Giuria Ufficiale del Premio, i cui prestigiosi nominativi verranno resi noti all'atto della premiazione.
Una giuria di tecnici stabilirà la classifica della sez. E (Immagini e Ricordi)

Sez. D – Narrativa
Aperta a tutti
Si partecipa con un racconto inedito non superiore a 5 cartelle dattiloscritte con interlinea doppia e su unica facciata

Sez. E - Immagini e Ricordi (fotografia)
Aperta a tutti
"Antichi mestieri"
Realtà del passato da non dimenticare
Si partecipa con massimo 3 fotografie in b/n o a colori formato 20 x 30 stampate su carta e montate su cartoncino di colore bianco o nero. Formato del cartoncino 30 x 40. E' consentito l'uso di qualsiasi tecnica espressiva e di eventuale elaborazione dell’immagine. Nel Passepartout sotto la fotografia è indispensabile esporre esclusivamennte il titolo dell’opera senza altra indicazione.
I particolari tecnici dovranno comunque essere indicati su una scheda esplicativa che conterrà anche il titolo dell'opera, l'epoca di realizzazione, i dati dell'autore, la firma e il recapito telefonico, oltre alla seguente autocertificazione.
'In qualità di autore dell'opera …………….. ne autorizzo la pubblica visione, restandone comunque responsabile e legittimo proprietario a tutti gli effetti. In fede…


Le quote di partecipazione vanno considerate come segue e versate esclusivamente sul CCP n° 15529100 intestato ad AT Pro Loco Piossasco (indicando esplicitamente la causale: Concorso di Poesia)
Una sezione: euro 20
Due sezioni: euro 30
Tre sezioni: euro 35
Progetto Primavera: euro 10
Pass 15: partecipazione completamente gratuita anche alle sez. D ed E

Il Gruppo Amici della Poesia pubblicherà le opere vincenti
sul proprio sito web
http://www.amicipoesia.altervista.org
rendendole immediatamente fruibili a tutti i navigatori di Internet
Inoltre Notizie e News saranno disponibili sullo stesso sito web.

PREMI
Il vincitore assoluto (sez. C Poesia insieme) avrà diritto ad un premio di 250 euro oltre ad un weekend per due persone in Alta Savoia. Al vincitore della sez. D (Narrativa) verrà attribuito un premio di 150 euro. ll vincitore della sez. giovani (sez. A e B) avrà un premio unico di 150 euro; saranno inoltre disponibili, sempre per i giovani, altri premi in CD e ceramica decorata a mano. Un contributo tecnico-economico del valore di 200 euro per i migliori autori di fotografie e la pubblicazione gratuita su Internet delle opere vincenti delle varie sezioni.
Saranno disponibili alcuni premi in argento di elevato valore per i primi tre classificati di ogni sezione, eventuali segnalazioni di merito ed un originale ricordo realizzato da un artista locale a tutti i partecipanti presenti alla premiazione. Il pubblico presente alla manifestazione verrà chiamato a votare la migliore fotografia, che sarà premiata con una targa in ceramica dipinta a mano. Bed & Breakdast “L'Azalea” offre ospitalità ad uno dei premiati proveniente da fuori regione. I lavori presentati non saranno restituiti ma archiviati a cura del Gruppo Amici della Poesia, salvo eventuali richieste esplicite di restituzione riguardanti le fotografie previo contatto con gli organizzatori.
La presenza alla premiazione del vincitori o loro delegati è indispensabile, pena la non attribuzione del premio. I premi non ritirati non verranno spediti bensì inseriti nel monte-premi dell’anno successivo
Per ogni eventuale controversia si dichiara competente il Foro di Torino.

COME PARTECIPARE
Le opere (liriche o racconti) dovranno essere presentate in 8 copie dattiloscritte o fotocopiate, di cui soltanto una conterrà in calce nome e cognome, indirizzo completo, luogo e data di nascita, recapito telefonico, firma, sezione (A oppure B o C o D) di appartenenza e dichiarazione sotto riprodotta. Le fotografie della sez. E dovranno riportare tutti i dati necessari sulla scheda tecnica in precedenza descritta. E’ gradita, ma non obbligatoria, una copia informatica su dischetto o CD delle opere presentate.
La fotocopia della ricevuta di versamento (secondo le specifiche in precedenza descritte) sarà acclusa al plico e alla seguente dichiarazione:
"Ricevuta informativa sull'utilizzazione dei propri dati personali ai sensi dell'art. 10 legge 675/96, consento al loro trattamento esclusivamente agli scopi perseguiti dall'Associazione (firma)".

La data di scadenza alla partecipazione per tutte le sezioni viene fissata improrogabilmente per motivi organizzativi al 15 novembre 2008.
Gli studenti e/o classi dovranno far vidimare con il timbro dell'Istituto la copia firmata contenente i dati personali.

Gli elaborati di tutte le sezioni dovranno pervenire al seguente indirizzo:

Giuseppe Sabatini
- Gruppo Amici della Poesia -
via G. Deledda, 1
10045 PIOSSASCO (TO)

Per informazioni telefoniche:
Bruno Spesso tel. 011.9064314
Lun/ven. ore 15.00/19.00

Per la parte informatica:
Luca Necciai
http://www.amicipoesia.altervista.org
e-mail: amici.poesia@gmail.com

Tutti i partecipanti sono personalmente invitati alla cerimonia dl premiazione che si terrà sabato 14 marzo 2009 alle ore 15,30 presso la Confraternita di Santa Elisabetta – Località San Vito 18, Piossasco. I Finalisti saranno avvisati telefonicamente entro Il 15 febbraio 2009, mentre ad ogni concorrente verrà spedita in epoca successiva copia del comunicato stampa con una graduatoria completa dei vincitori unitamente al Regolamento per l’anno successivo.

Un vivo ringraziamento a tutti coloro che continuano con noi questo percorso e ci coadiuvano nell'organizzazione per il buon esito e il successo dell'iniziativa. Un invito particolare ai giovani a non chiudere il loro “cassetto segreto”, ma a condividere con tutti una parte dell'universo poetico che accompagna la vita di ogni uomo.

Dal comunicato stampa dell'iniziativa:
… E’ intento del Gruppo Amici della Poesia promuovere un luogo d'incontro tra sensibilità artistiche diverse in una sorta di zona franca ove Poesia, Immagini e altre forme d'arte possano incontrarsi, suggestionarsi ed intrecciarsi in visioni e progetti complementari (...) Vogliamo offrire agli appassionati una possibilità nuova di autentica espressione, proponendoci come laboratorio multimediale di tale crocevia, sicuri di incontrare durante il viaggio tanti compagni d'avventura, entusiasti quanto noi di stare in piacevole, variegata e stimolante compagnia...

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Gruppo Amici della Poesia
www.amicipoesia.altervista.org
postato da: poesia alle ore luglio 17, 2008 09:11 | link |
categorie: notizie dal gruppo
14/03/2008

Poesie di...

Eleonora Ruffo Giordani
...su foglie stanche

Amore,
quando scorgi un filo d'erba
ricordati di una piccola vita
che ti ama.

Quando alzi gli occhi
al cielo e preghi in
parole d'anima
sono lì:
le raccolgo e adorno di colore,
le bacio e profumo d'incenso.

Amore,
quando scorgi un filo d'erba,
asseconda il fruscio del vento
lascia cadere le tue lacrime
su foglie stanche,
affinchè possano vivere
sempre di te.

 
Eleonora Ruffo Giordani
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Gianmaria Semprini
SOGNI

Luce spirale
sorgente d’immaginifico
meraviglie immateriali
trasporto di sudore;
questo siete voi,
sogni.
Realizzazione spirituale
del nostro razionale,
concretazione istantanea
di un nostro volare.
Io vi amo, o sogni;
mi lasciate sbilanciare,
mi volete con voi volare.
Con voi cresco
ritornando dall’immaginifico al reale
arricchito.
Ieri ho sognato che ero bambino,
non com’ero,
ogni volta un altro
attraverso i miei voli puri
regalo del ricordo.
Purezza di sviluppi,
abbracci di vita
che non ci circonda.
Amore pensato e già ricambiato;
spostamenti repentini e conturbanti;
farfalle.
Bellissime uniche unità,
quotidiani rapimenti.
Quando piango
grazie,
fantasmagorici.


Gianmaria Semprini
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Tiziana Curti
ODORE D'AURORA (scherzo)

Adoro l’odore d’aurora
che riempie di sole la stanza,
adoro l’amabile aroma
di questa pregevole essenza

che adesso s’imprime alla morbida scorza,
incastro di sogno,midollo e coscienza,
un roseo pensiero richiamato a distanza
e sento che il tempo procede e non smorza
la luce di fiamma ribelle.

Quest’urlo che chiama le stelle
che ancora colora ed indora
le mani ,la faccia, la pelle,
la vita racchiusa in un’ora,

e dentro s’incastra tra fiamma e scintille,
un passo di storia che sembra d’un gioco,
si nutre soltanto con piccole stille,
con schegge di luce,con gocce di fuoco,
nel bianco chiarore d’aurora.

Tiziana Curti
postato da: poesia alle ore marzo 14, 2008 10:39 | link |
categorie: poesie dal forum
28/12/2007

S.Valentino in versi 2006

SAN VALENTINO IN VERSI – EDIZIONE 2006
Poesie Premiate

1° classificato -
RITORNEREMO ANCORA
di Emilia Fragomeni – Genova

Ritorneremo ancora

Ritorneremo ancora,
nell’autunno del cuore,
per riprenderci la nostra primavera.
Ricorderemo gioie, abbandoni
e incroci di emozioni,
gli occhi umidi di pianto…
Ritorneremo ai sussurri d’erba,
tra le rughe, per ritrovare
l’incanto di quei giorni.
E sentiremo i nostri passi
senza tempo, le mani indurite
che stringono gli anni.
E scriveremo ancora sogni
su cieli tracciati da solchi di luna,
sulle crepe dei muri anneriti
dal fumo di ricordi appassiti.
Ritorneremo all’innocenza
avvolta da bianche ragnatele
di silenzio, quando è più dolce
il vento che ci spinge,
il tempo si è posato sulle tempie
e muta già il colore dei nostri giorni …
Certo il ricordo avrà un gusto nuovo,
come di sorbe aspre nella bocca,
ma noi ricorderemo il nostro amore,
teneramente, come luce d’alba
e sentiremo sciogliere nelle vene
note struggenti di nostalgia,
nella luce fioca della sera,
nella brezza marina leggera.
Cammineremo a piedi nudi
sulla spiaggia, abbracciati
da un soffio di dolore,
prima di riperderci per sempre,
noi giovani vecchi amanti…
come allora.
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2° classificato -
DUETTO
di Paolo Cocchia - Loreto (An)

Duetto

Io e Te
Raccontavamo le favole alle goccioline di
pioggia
sulla finestra che scendevano veloci.
Guardavamo sbocciare quel fiore, atteso
impazientemente con amore.
Io e te,
perfetti l’uno per l’altra,
senza capire il perché, cercando soltanto una
ragione,
il perché io ti ami così.
Come ci tuffavamo nei ricordi,
rivedendoli uno per uno
sui nostri volti, sulle nostre rughe, in fondo i
nostri occhi…
illuminati appena dalle candele.
Quante emozioni…
Il mio cuore che ti aspettava
vicino alle nostre fedi,
e le lacrime di gioia di mio padre,
emozionato ancor più di me
e felice perché riassaporava
l’amore vivo, come il suo per mia madre.
Amami amore mio
con la tenerezza di un bimbo
e con gli occhi dell’eternità…
Quante sono state le mie sere
a guardarti dormire , accanto a me,
bella e fragile…
quante sere ho visto in te
la mia luna, e mi sono perso
fra le tue stelle, fra il tuo cielo.
Quante sere sono passato
nel vento, con te,
a guardare la bellezza del nostro amore.
Insieme a te…
Voglio ancora una sensazione nella mia vita,
emozionare la mia anima, fino ad essere persa
negli occhi tuoi, negli occhi del mio angelo.
Ogni giorno,
ogni momento,
solo vicino a te.
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3° classificato -
UNA PAGINA D’AMORE
di Giovanni Querci – Messina

Una pagina d’amore

Accanto al caminetto
apro il diario
della mia giovinezza,
leggo la pagina del cuore,
ingiallita dal tempo,
scolpita sulla roccia
dell’Amore.
Della fanciulla amata
affiorano i ricordi,
sul viso suo divino,
dell’aurora erano i colori;
un bocciolo di rosa era la bocca,
che si schiudeva
al primo risveglio dell’alba;
gli occhi, smeraldi;
Biondi i capelli
cadevan sulle spalle;
nel grembiule nero,
un esile corpo,
un collettino bianco al collo avea
calzini e scarpe di bambola.
Quando stavo per gustare
la dolcezza dell’Amore,
la coppa mi si infranse tra le dita.
A te soave fanciulla,
che fuggita sei col vento
della mia primavera,
ovunque tu sia,
giunga il mio grazie:
per il mio timido bacio
su quelle labbra morbide e tremanti,
odorosi petali di rosa;
per le carezze che mi hai dato,
per l’azzurra estasi d’amore,
dolce poesia della vita,
che palpitar fece il cuor,
il volto mio sbiancar.
Or che nel camino,
il pioppo è diventato cenere,
nello scrigno dorato della vita
pongo i ricordi.
La pagina d’amore è finita,
chiudo il diario. invitiamo a curiosare e
magari...chissà... al prossimo evento potreste
partecipare anche voi!
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Premio Speciale Originalità
SAN VALENTINO “ANTA”
di Ludovica Mazzuccato S. Martino di Venezze (Ro)

San Valentino “Anta”

Ora che il tempo
è sottile
come d’estate i ghiacciai…
Ora che non discutiamo
più per uscire la sera
ma solo a chi finisce
la colla per la dentiera…
Ora che ho
le dita troppo gonfie
per volere in regalo
un solitario…
Ora che la diabete
ci tiene lontano
dai cioccolatini
e il colesterolo
dai ristorantini…
Ora che usiamo il bancomat
solo in farmacia…
Ora che i nostri unici amici
sono i presentatori dei quiz tv…
Ora, possiamo
Finalmente
festeggiare S. Valentino
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Premio Speciale Gradimento
Autore: Gazzola Tommy
Castagneto Po (To)

FIAMME D’AMORE

Soffuso crepitio,
i tuoi occhi e i miei
si fanno compagnia
come tiepide fiammelle
Il tuo sguardo
è un orizzonte
di trepide emozioni,
le tue lievi movenze
sono passi felpati
di un ballo senza fine
Il mio cuore
s’infiamma e poi s’acquieta
davanti ai tuoi silenzi
di parole incompiute
sinuosi i miei pensieri
si adagiano
sul manto candido
dei tuoi sogni argentati



LISA

Lisa,
i tuoi occhi novembrini
zampillano d’ardore,
nel profondo del mio cuore
Sorridi
e dischiudi le porte
di emozioni soavi,
mai accarezzate
Nei miei sogni leggiadri
il tuo volto fa capolino,
e sul mio petto tremante
danza lieve
la luce del tuo sguardo
Mi baci
e un brivido infinito
attraversa i miei sensi,
li scuote,
li blandisce
di amore vero, nudo
come il sorriso di un bambino
_____________________________

sul forum
http://amicipoesia.mondoweb.net/
il bando di partecipazione alla nuova edizione
(scadenza febbraio 2008)
postato da: poesia alle ore dicembre 28, 2007 10:21 | link |
categorie: poesie dal forum
27/11/2007

Comunicato stampa Piossasco 2007

La sedicesima edizione del concorso internazionale di Poesie & Sensazioni
ANTICHE COME LE MONTAGNE
ha avuto il suo epilogo nel pomeriggio di Sabato 10 Novembre 2007
nell’incantevole cornice del Castello Feudale Ristorante “ AI NOVE MERLI” in Piossasco (TO),
alla presenza di un pubblico numeroso ed entusiasta, di autorità locali e di rappresentanti della carta stampata.

Questa la composizione delle tre Giurie ufficiali del premio:

1) PER “POESIA INSIEME”
Presidente: BARBERI SQUAROTTI GIORGIO
DE LUCA LIANA –GIRAUDO LILIANA- MARCHISIO EZIO—MASETTA LORENZO - RUFFINATTO ALDO -VALERA GRUBER GABRIELLA.

2) PER “ PROGETTO PRIMAVERA E PRIMAVERA 15”
Presidente: MARTINATTO GIANFRANCO
BARTONE BRUNO - CORTESE LORENZO - MORELLO GIACOMO - TONDA MARIO.

3) PER” IMMAGINI E RICORDI”
Presidente: FORIGO DAVIDE
CARBONARO CARMINE - CRUSCA DARIO - GIORDANO FERRUCCIO.

Vincitore assoluto del Premio ANTICHE COME LE MONTAGNE edizione 2007 è risultato
GIORGI Armando di Genova con il componimento "Ti scrivo”.
Seconda classificata BIASION MARTINELLI MTeresa di Orbassano con la poesia "La mia terra". Terzo classificato PICCO Fabrizio di Giaveno con “Le strade degli artisti”. A seguire: ROLLE' Vittoria ("Magia bianca") e DE MAINA Nuccio ("Resta qualcosa di non detto")
E' stato inoltre assegnato un premio speciale della giuria a: RICCOBENE Rosaria Ines di Licata (AG).

Ecco i premiati della sezione “PROGETTO PRIMAVERA e Pass 15”,
Primo classificato: GROSSO Enrico di Torino che ha composto ”Caro amico, cosa mi racconti di bello?”. Secondo classificato: PERENO Loris di Piossasco con la poesia ”Ispirazioni”. Terzo classificato: AVAGNINA Gianluca di Mondovì con "Roberta".
Premio speciale della giuria a: DUFFOUR Arno di Cran Gevrier (F) e segnalazioni alle classi elementari di: Sous Alery, Du Vernay e Du Vallon (F)

Per la sezione NARRATIVA risultano premiati: GARIGLIO Carla di Roletto (TO) con il racconto "Bagliori" e BLANCHARD Françoise (F) con "La robe d'Hortensias"; è stata inoltre segnalata GUENAT SONZINI Françoise di Cran Gevrier (F)

Per la sezione “IMMAGINI E RICORDI” (FOTOGRAFIA), il 1° premio è stato assegnato a COSTANTIN Antonio di Piossasco con “Costa paradiso”. Al secondo posto: BERTERA Roberto di Torino con: “Gocce”. Terzo classificato TURINA Piermario di S.Secondo di Pinerolo con “Controluce”. Anche quest’anno il pubblico presente in sala ha scelto la fotografia preferita, che si è aggiudicata l’ormai consolidato premio del “PUBBLICO”. Vincitrice è risultata
RUSCELLO Elisa con la fotografia "Ristoro di ferragosto" .

Come sempre i vincitori vedranno i propri componimenti pubblicati su internet e avranno occasione di porre a dimora nel parco del Castello feudale alcune piante scelte di macchia mediterranea , a ricordo della loro presenza a Piossasco.

Gli Amici della Poesia ringraziano di cuore quanti li seguono con sincera devozione in questa iniziativa: Assessorato alla Cultura della città di Piossasco, L’A.T. Pro Loco Piossasco, Città gemella di CRAN GEVRIER, Castello Feudale Ristorante “ AI NOVE MERLI”, Prof. Francesco Maiolo, Bed and Breakfast L’Azalea, Giurie del premio e solleciti cronisti.
postato da: poesia alle ore novembre 27, 2007 11:14 | link |
categorie: notizie dal gruppo

Piossasco 2007

Concorso int.le per Poesie & Sensazioni
ANTICHE COME LE MONTAGNE

Sezione "Poesia Insieme"
lavori premiati:


TI SCRIVO


Ti scrivo alfabeti di immagini,
seduto sulla sedia di paglia
senza il flauto della tua voce
che nuota nella mia memoria.
In questo ricovero, segno,
disperazione, masticando
caramelle di angoscia,
nel giardino dei passi perduti.
Mentre accarezzo un cane,
che lecca la mia compassione,
altri amici scacciano, con me,
la vecchiaia, tra recite
di un DIO, predicatore
di affreschi stellari, per cercare
il profilo del tuo volto,
nell’isola della stanza.
Nascono lontano echi di un tram
nell’eguale ritorno in deposito,
voci dai dialetti sonori vuotati,
con l’ultimo bicchiere,
nell’osteria dei buffoni.
Volevo parlarti di questi rumori amici,
poi ho ridotto la lettera in farfalle di carta,
quando la notte rode sentimenti
che entrano nel diario dei sogni solitari,
prima di confondermi con l’infinito.

Armando GIORGI (Genova)
1° premio assoluto "Poesia Insieme"
ANTICHE COME LE MONTAGNE (Piossasco TO) anno 2007
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LA MIA TERRA

Ha il sapore dei boschi,
la mia terra,
del verde dei pini e degli abeti,
del candore delle nevi eterne,
negli inverni, aridi di sole.
E’ avvolta dai profumi,
la mia terra,
sprigionati dalle bacche di ginepro,
nelle estati, tiepide di vento.
Ha la forza dei monti,
la mia terra,
nella pietra è intagliata
la sua storia.
Ha ferite profonde,
la mia terra,
trincee scavate
nei cuori della gente.
E’ terra di confine,
la mia terra,
intrisa del sangue dei suoi figli,
caduti, in epoche lontane,
e del sudore di fatiche contadine
negli autunni, screziati dai colori.
E’ terra di emigranti,
la mia terra,
dolente di lacrime e d’addii,
nel sogno di ritorni mai avvenuti.
Ha un cuore di dolore,
la mia terra,
nascosto nelle pieghe
dei ricordi.
Ma rinasce a primavera,
la mia terra,
perché è nel pianto
che si genera la vita.

Mariateresa BIASION MARTINELLI (Orbassano)
2° classificata "Poesia Insieme"
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LE STRADE DEGLI ARTISTI

Le strade degli artisti
son spesso dure e tortuose
ma quelle vie, non son mai vuote e neppure silenziose.
Son piene di storie e di canzoni, sogni a volte rancidi,
ma colmi di passioni.

Le strade degli artisti
sono a volte cupe e tristi,
ma non son troppo diverse dalle vie di noi poveri cristi.
Sono piene di gente con la testa chissà dove,
occhi e facce che ridono... anche quando piove.

Le strade degli artisti
sono tele con sopra mille colori,
quelle vie son teatri dove posano gli attori.

Le strade degli artisti
son poesie elargite a piene mani,
illusioni forse fragili
ma dure quanto basta per campar fino a domani.

Fabrizio PICCO  (Giaveno)
3° classificata "Poesia Insieme"
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HO VISTO IL NATALE CONSUMARSI

Stanotte la luna si è oscurata. A lungo il vento ha ululato.
D’inverno si è vestita la natura e la terra si è indignata.
Ho visto il Natale nelle vetrine sfolgorare
ma poi consumarsi e come neve sciogliersi.
Ai margini delle strade si è infangata.
Ho visto vagare anime chiuse,
abbottonate da cappotti ingombranti che coprono il niente.
Ho visto estrosi indumenti nascondere nudità deturpanti.
E impertinenti, panettoni e pasticcini sfilare
pronti a togliere l’amaro che c’è dentro
Ho visto uomini ciechi sordi alienati.
Parlano a scatolette strane colorate.
Lande desolate senza fine sono i marciapiedi
dove l’indifferenza e il vuoto lasciano indelebili le orme.
Ho visto su di essi farfalle senza ali petali appassiti e arcobaleni spenti.
Ho sentito voci deliranti – denunciano atrocità –
Ho sentito canti senza suoni musica senza armonia.
Culle vuote non dondolano non si sentono ninne nanne.
I presepi sono fermi – il loro meccanismo si è inceppato –
I pastori immobili assumono atteggiamenti scomodi irreali.
Angeli muti – vestiti di tristezza – sono in attesa.
Aspettano il segnale. Scrutano il cielo:
apparirà la Cometa? Saranno circonfusi dalla Luce?
Potranno ancora credere agli uomini “di buona volontà”?
Forse potranno ancora annunciare con immensa gioia – la Nascita. –
Il Dio Bambino nascerà, porterà sulla Terra la pace
e finalmente il tanto atteso Amore germoglierà.

Rosaria Ines RICCOBONO (Licata AG)
Premio Speciale della Giuria
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Sezione "Progetto Primavera - Pass15"
lavori premiati:


CARO AMICO, COSA MI RACCONTI DI BELLO?
(Versi liberi)

Caro amico,
cosa mi racconti di bello?

Lettera di chi mi scrive da lontano.

Mente vuota e stanca,
nessuna memoria
da riversare sulla carta
in risposta.

Placido
osservo nel mio cuore
il nulla.

Sopraggiunge dalla finestra
freschezza di aria bagnata.
Non ti distrarre!
Ma fuori piove,
e la pioggia dissolve le volontà deboli,
di chi ha l'animo di ascoltarla.
e ne disperde progetti e pensieri.

Si risveglia nel cuore
vaghezza di sentimenti assopiti.

Mi chiami, pioggia, perché dovrei resistere?
Lontano
è già scappato il mio animo,
scivolato via
insieme a innumerevoli suoni di gocce.

Mi lascio lavare da ogni pensiero.

Alzando lo sguardo...
l'abbagliante inconsistenza del cielo
che ha perso ogni colore, ogni realtà.

Il denso velo di pioggia
lascia alla vista del mondo,
solo ciò che è essenziale al sogno.

Miracolo!

Non so come, è riapparso l'azzurro nell'aria,
ancora tenue.
Il debolissimo colore del mondo,
viene a infiltrarsi tra le coltri del sogno.

Si dissolve la pioggia.
Di nuovo solca questo cielo un airone.

Adesso, è tempo di dare
risposta al mio amico.
Ora so cosa raccontargli
di bello.


Enrico GROSSO (Torino)
1° classificato "Progetto Primavera"
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ISPIRAZIONI


Le ispirazioni

sono frasi sottili

tra fiati di vento

da capire

e da scrivere

in un’infinita

catena di parole

per riuscire

un giorno

a leggere il mondo.

Loris PERENO (Piossasco)
2° classificata
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ROBERTA

Portami in luoghi
dove il sole non conosce tramonto
e l’uomo non conosce tristezza.

Portami su vette
da dove si puo vedere la nostra terra
senza la paura di cadere.

Portami in deserti
che non soffrono la sete.

Portami su stelle
che non desiderano sapere
quando si spegneranno.

Portami in Paradiso,
perché di questo ho bisogno.

Per il mio cuore impazzito
è atroce sapere
d’essere stato creato per amarti
e non poterti amare.

Roberta.

Gianluca AVAGNINA (Mondovì CN)
3° classificata
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CAREZZE AL RISVEGLIO

Avendo vissuto in sogno
la notte come il giorno
pareva tutto paradiso
nel mio piccolo mondo.
Ma il sole dormiente,
che sempre sveglio è
all’assopir della luna,
illuminò i miei occhi.

D’agosto era il dì,
nell’amena brezza
di fresco mattino.
E così che mi girai
per veder il suo viso,
un bianco fiordaliso.
Lei era il mio amore
l’unico mio sole.

I suoi capelli dorati
cadevano sul cuscino,
come spighe di grano
nel dolce mattino.
Accarezzai il suo viso,
poi mi sentii in paradiso
e sfiorando le sue labbra
la baciai piano.

Luca TORRENTE (Val della torre)
Segnalazione della Giuria
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postato da: poesia alle ore novembre 27, 2007 09:57 | link |
categorie: poesie premiate
27/08/2007

Una Poesia per Pamparato

CERTAMEN 2007,
tutte le poesie:


NATALE 1936

C’era una strada, sassosa e scoscesa
c’era un silenzio come d’attesa
c’era una siepe, contorta, e nera
fiorita di trine,
come biancospino a primavera.
La neve attorno, tutto un candore,
una speranza, lieve nel cuore.
Nel cielo miriadi di stelle
sospesi bagliori, come fiammelle.
Una più grande, nell’aria glaciale
annuncia un altro NATALE!
Ai rintocchi della campana
s’allunga il passo, la chiesa è lontana.
Struscìo di passi sulla neve gelata
c’era un’atmosfera come ovattata.
Siamo arrivati: luci, candele accese,
tremule nell’aria, come sospese.
L’organo suona, s’intona un canto,
nel cuore, greve, sentore di pianto.
C’era un arcangelo, con un berrettino
fatto di lana, con un nastrino
ed un ponpon tutto celeste,
a vigilare su un povero Presepe.
C’era sulla paglia il Bambino adagiato,
io gli chiedevo: ti senti amato?
Tu che puoi, per piacere,
fa che qualcuno mi voglia bene!
C’era nell’aria odore d’incenso,
dentro, speranza, paura, tormento.
Andate in pace, la messa è finita.
Indugio, nel sogno estraniata.
Mi scuota un duro strattone:
piegati nella genuflessione.
C’era una strada, tutta in salita,
passi pesanti, d’infanzia tradita
non mi ha ascoltata; eppur ho pregato
il sogno è finito, è calpestato.
Attorno, ora vi è solo squallore
silenzio, grida, infantile dolore.
Lacrime, riarse nell’aria, di ghiaccio,
vorrei annullarmi, sparire;
sospiro, riprendo il mio viaggio.
C’era una strada tutta in salita
allora, non sapevo, era per tutta la vita.
C’era …oh sogno mio lontano
se mia madre mi avesse tenuta per
                      mano …                                      

BOGLIO CELESTINA

_________________________________________             


VETRO

A volte
Lungo la strada
Della tua esistenza,
ti senti
come un vetro di Murano,
fragile e trasparente …
Nasci lentamente
Dal soffio di un vetraio
E diventi un fiore,
un calice,
una goccia.
Ti senti felice
Posato su un mobile
Di una casa antica
Ma se più mani
Ti sfiorano,
vivi nell’angoscia
di frantumarti.

ARENA MAURA

__________________________________________


AMARE VUOL DIRE...

Quando ami una ragazza
non tradirla, con l’amore
non si scherza mai.

Amare vuol dire ….
essere sinceri dentro,
è inutile fare la prima
volta:

            “ E poi diventare nessuno”   

ALTINA OSCAR ANTONIO

_______________________________________


PIANOFORTE

Le mani che scorrono suonando note indimenticabili,
di un pianoforte antico.

La passione si risveglia alle note che volano come una farfalla,
la melodia il ricordo dell’amore che sfugge.

L’amore di un tempo vivo nel mio cuore,
note che volano come il vento,
indimenticabili nel tempo.

MAINERO JOLANDA

______________________________________________


DIARIO INCOMPLETO

Ferma la tua mano.
Non scrivere la parola fine
sull’incompleto diario
del tuo viaggio.
Si nasce, si soffre,
si lotta, si muore.
Su pagine sempre dischiuse
nuove parentesi
si aprono e si chiudono.
Vivere vuol dire
non desistere di sperare,
non consegnarsi all’abbandono.
Per ognuno
c’è un raggio di sole
in un cielo
plumbeo di burrasca.
Per ognuno
c’è un refolo di vento,
nel soffocare quotidiano.
Per ognuno
c’è un filo di luce
nel buio più cupo.
Ammira il cielo
sereno dopo la tempesta,
guarda attentamente le nubi che fuggono,
il sole che rispunta all’alba
disperdendo
le ombre cupe della notte.
Ascolta la voce del silenzio
ed i palpiti del tuo cuore.
Cogli un fiore,
ponilo fra le pagine
tristi del tuo diario.
I tuoi tormenti,
le scottanti disillusioni
si trasfigureranno allora
in arcobaleni di speranza,
e anche tu comprenderai
che vale ancora combattere.

PEROSINO GIUSEPPE
                          

 ____________________________________


UNA SERA D’APRILE

Senti come soffia lieve questo vento
con l’ironia discreta di chi passa
sfiorando le cime del cuore.
Senti come scivola fra il tempo
quest’aria rosa ornata di te
ed i tuoi occhi trasfigurati di stella
tagliano come diamanti la notte.
Sembri algida, tanto lontana
laggiù, stagliata nell’orizzonte
tra il mistero profondo d’un pensiero
e l’anima mia è silenziosa
come il chiostro di un’abbazia.
Un sera d’Aprile
ebbra di calici colmi del tuo sorriso,
parole accarezzate, passi lenti
quasi a fermare quegli attimi
temendo che i minuti, le ore
avessero le ali sfuggenti d’un gabbiano.
Io con te e tu con me,
tra le bianche gardenie nascoste
in quella dolce sera d’Aprile.
Ricordo ancora la tua voce delicata
quando dicesti che mi amavi,
mentre il cielo infuocato dal tramonto
arrossava il tuo sguardo di donna.

PIZZUTO GAETANO

________________________________________


FUORI DAL QUADRATO

Osservo le persone
al di fuori del quadrato.
Frenetiche, infuriate, stressate, nevrotiche,
con la vita che gli corre davanti
e vorrei gridargli, urlargli contro
perché la vita non li aspetta
e irripetibili attimi non torneranno,
non per loro,
non per me.

BATTAGLIA CRISTIANA

______________________________________


IL FILO SI ALLENTA …

Quanti sogni,
quanti castelli costruiti con la fantasia
di una spavalda gioventù
che danza giuliva tra stagioni di fiori e di colori!

Lentamente uno dopo l’altro
i sogni si dissolvono,
solo un ricordo resta, non per molto però,
anche quello tramonterà!

Il tempo passa,
gli anni scorrono in un baleno,
ti fermi, pensi, interrogativi, tenui illusioni,
mentre l’orizzonte scompare nel buio della sera!

Una sola certezza:
si allenta il filo della speranza,
si allenta il filo di una vita
in gran parte ormai vissuta!

CAMAGLIO PIERA

__________________________________________


CASA D’AGOSTO

Casa d’agosto ho aperto di nuovo
al sole lasciando il coraggio d’entrare
col calore dei raggi d’estate
a ritemprare le fredde pareti invernali.
Una nuova stagioni di voci,
altre serate seduti sul prato
intorno agli effluvi di spezie
di una grolla di caldi ricordi,
tra brevi silenzi ognuno raccolto
dietro il filo invisibile
di un pensiero fugace. Casa d’agosto
per riaprire armadi e cassetti,
ritrovare l’odore del legno
a lungo rinchiuso nel buio del letargo
e piccolo ragni in tacita attesa.
Cartoline degli anni passati
ho scoperto nel vecchio scrittoio legate,
quasi nascoste, timide, schive
nella loro esistenza obliata.
Le avevi scritte tu, sul finir della vacanza,
le lettere incerte prima, di bimba,
poi, più grande, già nel tratto deciso.
Un breve diario d’agosto
quand’anche chi era a noi caro
respirava le rose e la brina sul prato,
l’attesa frescura di tramonti rosati.
Inspiegabile, poi, qualcosa è cambiato
e realtà inconfutabile è stato ricordo.
Malinconia di un sogno che albeggia,
muto silenzio che vaga in uno spazio bianco.
Come vorrei, senza senso apparente,
che casa d’agosto incantasse i momenti,
come vorrei chino il tuo capo vedere
mentre la mano disegna incerte parole,
senza fretta, per rivivere ancora estati finite.

MANTISI CRISTINA

______________________________________________


ANGELINO

Ogni giorno
posava se stesso sulla panca di legno
fuori dell’uscio,
ruotando i suoi occhi curiosi
sopra folti mustacchi curati,
abbracciati da volate di fumo
del solito sigaro,
fedele compagno di vita.
Mentre rideva
dei miei affanni di bambino,
mi parlava di un mondo
che non poteva girare
intorno ad un sole,
e di inutili fatiche per osservare,
in cielo,
improbabili satelliti.
A mezzogiorno
i rintocchi della campana
lo spingevano dentro casa,
per incrociare gli occhi
della compagna di una vita,
silenziosa e attenta
nel manifestare
il rispetto di un amore.
La sera,
prima che la notte
posasse il suo sudore
sulla panca di legno,
sottovoce,
accennava a vecchie melodie,
note di ricordi nascosti
sotto il suo vecchio cappello.
Più tardi,
ruotando ancora gli occhi curiosi,
abbracciava la notte,
salutando veloce
e indirizzando l’ultima volata di fumo
verso l’uscio di casa. 

ODASSO PAOLO
 2° PREMIO

________________________________________


                   VIVERE

 

               Leggi la tua vita
            pagina dopo pagina;
            giorno dopo giorno,
               scrivi la tua vita.
              Libro già vissuto,
        ma non ancora terminato.
      Pagine scritte e vissute da te,
    ma lettura estranea ai tuoi occhi.
                                          Momenti che non sembrano tuoi,
                  non sembri tu.
                  Eppure sei tu,
autore unico di un manoscritto “eterno”.
         “Dopo di te chi lo scriverà?”
                                            Chi ha letto con te quelle pagine,
                                           chi da te ha avuto ciò che di meglio,
                    di più bello
            il tuo cuore può dare.
Saranno loro a continuare il tuo libro.
            Lascerai il tuo segno,
                   la tua firma,
                nei cuori di chi
       per te continuerà quel libro.

BERTAINA SERENA 
1° PREMIO

___________________________________________


GRAFFI

Graffi profondi lasciati dalla vita
che giorno dopo giorno fanno dolere il cuore.
Non grosse ferite, ma sol piccoli segni
che coll’andar del tempo ti fan sentir maturo…

Son come passi su sabbia calpestata
                                       che con le onde cancella svelto il mare.
Sembra non restar nulla, però se sono sbagli
ti lascerà, il passato, in bocca un gusto amaro…

TARUFFI TINTI GRAZIELLA

_____________________________________________ 


L’AMAREZZA UN GIORNO VIENE…
L’amor non muove solo il sole e le altre stelle…

Pensavo di scrivere
parole di miele,
per dir dei tuoi occhi
al mondo che ascolta.

Volevo urlare l’amore
all’azzurro del cielo.

Mi ritrovo
a versar lacrime amare
sul fiore appassito
della mia speranza
mentre nel cristallo
del cuore infranto
si insinua nuovo
il dolore.

Il rifiuto del tuo sguardo
a cui avevo affidato ogni verbo
mi affonda in acque di agonia,
mentre spetto invano
il conforto della pioggia.

Perché rombi di tuoni
e squarci di lampi,
nel paesaggio in tenebre
nascondono la voce del sole
che non voglio sentire.

Ma gli uccelli in stormo volano
fuor dalla mia finestra
cinguettando un canto d’allegria.

Allora dimmi tu
con la tua voce soave
se odiare l’amore
o amare l’odio.

AVAGNINA GIANLUCA 
3° PREMIO

_____________________________________

postato da: poesia alle ore agosto 27, 2007 00:33 | link |
categorie: poesie premiate
22/08/2007

Una Poesia per Pamparato 2007

POESIE PREMIATE:
____________________________________

Caleidoscopio

Schegge di perduti pensieri
si sprigionano,
in un caleidoscopio cromatico,
come spente galassie
di un infinito disgiunto.
Scivolano lentamente
desideri mai estinti
provocando
aritmie di impulsi
Fremono,
in un bisbiglio sommesso,
voci perdute
come sottofondo
all’assordante presente.
Cortine di gelo
occultano
empatie di affetti.
Si frantuma
su scogliere d’indifferenza
l’ultima angoscia

Giuseppe Perosino
1° Premio assoluto "Una Poesia per Pamparato" ed.2007

______________________________

Radici

Quando la terra più è dura del cuore dei superbi
strade lasciamo al vento e, a flebili sussurri, il campo.
Il campo (onde di galaverna crestate o d’antico sudore)
volti ha di gente che bussa, con garbo e a fatica, alla porta del cuore.

Il cuore, se callosa una mano lo sfiora e l’invita lontano,
la gola annerita risale pian piano e, nel buio tepore, attende
e vuole ascoltare chi, a cavallo d’un raggio lunare, nel comignolo scivola lento
e pianti e rimpianti porge alla fiamma e (mistero di Dio immenso) vorrebbe infine sostare.

Sostare è ruga profonda che, ai confini dell’ora solenne, tu scopri vermiglia
e ha scampo (eco preziosa e ribelle) all’adunca mano del tempo che urge, divora e scompiglia.

Fuori, nel composto letargo d’erbe e fanghiglia, lunghe e nostre fremono possenti radici.

Radici son coppi ricurvi che, dal gomito secco dei Bori,
con teneri occhi all’orizzonte tu cerchi
ché il sangue d’uno – alla lunga – è il sangue di tutti
e un avo materno ci nacque e, oggi, a vedere ci torna
che ancora ami il silenzio e la terra.

Di terra (asciutta credo) e di pietra ha il volto, d’umida terra il pensiero
e gli occhi d’acque azzurre fieri che han mai visto il mare.
Da sempre son le nostre donne il mare, il glauco mare immenso di silenzi (o d’esili sospiri)
ché, negli abissi, rade chetan burrasche e, appena, al sole vagiti tenui l’increspano e biondi figli.

I figli – un giorno – voce metton di terra (asciutta credo), di pietra il volto
e cessan di correre (uomini acerbi nella feria d’agosto) dietro cani fedeli e intensi tigli.

La fatica (retaggio d’uno che, prima della casa, già era) di schiena c’è dentro e di braccia
ma ogni sera, curvi e callosi un poco, a falce seduti la gettiamo nel fuoco.
Il fuoco ha l’ansito pesante e desueto il nome d’un (lontano ancor) parente che, tenue lucore,
senz’orme aizzando vien (da dove?) i cani aperti, a mezzo del cammin di fosche ore.

I tartufi, alti nel vento, non colgono odore e ombra all’uscio nodoso non sosta.

Il campo (onde di buio e d’inviolabili sussurri)
volti ingoia di gente che bussa, con garbo e a fatica, alla porta del cuore.

Giovanni Galli
2° Premio

_____________________________________


Fin qui

Fin qui, oltre la soglia del bar
si posa in cerchio
la tinta delicata della luce,
qualcosa come
una breccia che pullula
caparbia di là dei vetri,
un riflesso morbido del cielo
che tocca e scosta
la densità d’asfalto, parafanghi,
volti indocili,
dirada il sballare
di sguardi in solitudine.
Una purezza tenue
in sospensione
da casa a casa
che colora d’azzurro
finestre aperte in offerta
a labbra di parole,
a promesse di chimere,
prolunga il margine
sull’orlo dei dolori
incagliati nel tempo

Bruno Lazzerotti
3° Premio ex-aequo

_____________________________________


Idi di Marzo

Giorni come di  Marzo
di miseri spiriti rivoltati
sedotti da un’estranea follia
che rapisce il respiro
al diuturno sorgere del sole.
Il tremolio inventato dal Grecale
che spira gelando la rugiada
mentre il guaire delle stelle
disvela un cruccio che grida
dalle Maremme dell’anima.
Forse un dubbio non fugato
dall’ermetismo della notte,
forse solo un sorriso smarrito
nel divenire della sera.
Ora non c’è più nulla
che riesca ancora ad emozionarti
non c’è più niente
che vada dritto al cuore:
magari un pensiero, un atto,
una parola affettuosa.
Ormai tutto è capovolto
senza la liturgia dei soliti gesti;
queste vite ingoiate dall’alba
inquietano le lune d’Africa
e l’amore è lontano, perduto
tra le valli dormienti
dove tutto tace.

Gaetano Pizzuto
3° Premio ex-aequo

_________________________________


Si perde in salsedine l’Arno

"alla fine del viaggio
su inesplorato tombolo
sensazioni di distacco"


e
la pioggia alla Foce
- le correnti scalfendo –
abbraccia il tremolare dell’onde

tra i retoni
(nasse piangenti quadrate
sospese agli estremi di una croce)
si spegne un refolo:

sui sassi umidicci del molo
- con l’appannato luccicare di una squama
e l’aleggiare cieco di una piuma –
sgocciola – invisibile
a losanghe un tessuto
dissetando un mare oscurato

oltre il vetro – con velo di un ombrello –
decollo nell’Ignoto:

rimane
- sulla mia tapparella scrostata –
la distratta eco d’un saluto

esco dal mio guscio grigio
e vivo
col Sole malaticcio dell’Inverno:

alla corda inzuppata del pozzo
sonnecchia il secchio:
altalenando colmo
trastulla
- minuscola – una patina di ghiaccio

e
un albero beccheggia sul Fiume:

radice slavata
s’impiglia a viscida chiglia:

docile il tronco
vanisce
oltre l’arco dell’acqua torba
nel Cielo pomice di Luce un’Illusione

e
la mia navicella
ri-torna e attracca – con un filo di raso –
alla lampada accesa
del lampadario

e la pioggia la pioggia
tormenta
- ancora –
l’aria fredda

e
in opaca salsedine – nel Tramonto –

l’Arno si perde…

A Pisa, 18 gennaio 2006
Giovanni Bottaro
Segnalazione per merito

_______________________________________


APPENDO

Appendo
alla sfera
del tempo,

    ogni mio
    dolore.

Ad ogni
stagione,
indosserò
nuovi sentimenti.

Luigi Golinelli
Segnalazione per merito

________________________________________
postato da: poesia alle ore agosto 22, 2007 14:24 | link |
categorie: poesie premiate
16/08/2007

Poesie di...

Maria Assunta Di Mauro

Mia madre


Errare tra i prati alla ricerca della felicità perduta.
Lenire il proprio dolore tra profumi di arance e
di ciliegi in fiore.
_____________________________________


Speranza

Inventarsi un dolce presente
quando tutto urla, tutto piange.
Ascoltare, in un immenso dolore,
arpe e violini suonanti.
_____________________________________


Ricordo d'infanzia

Ballerina danzante tra i ricordi dell'infanzia.
Campo rigoglioso di ciliege
nell'abitino dipinto da mia madre;
ruderi, quali vestigia del passato,
coronano i sogni di me bambina
che avanza tra i desideri di un roseo destino
______________________________________


La morte del nonno

La testa canuta sulla bara;
vecchi ricordi esalano l'ultimo respiro della vita
in una eterna richiesta del perchè.
Lamenti, quali effluvi, spargono l'infinita tristezza
giunta al suo ultimo traguardo
______________________________________


Kolima

Bagliori violacei nella dorata Magadan.
Sospiri nascosti da cespugli ghiacciati.
Sangue sgorgante da fondamenta intrise di dolore;
guanto impietoso di Ezov per soffocare eternamente
l'immensa disperazione dei deportati.
______________________________________


Senescenza

L'affanno del vivere proiettato tra argentei capelli;
lo smarrimento doloroso di poco ricordare si dissolve tra gli alberi fioriti
e la dolcezza infinita di chi ancora ti è accanto
_______________________________________


La mia Africa

Palmeti rigogliosi di frutti dorati.
Prepotente trionfo della natura.
Paura ancestrale della gazzella che fugge,
smarrimento infinito negli occhi di bimbi del color del cioccolato
_______________________________________


Deportazione

Il passo lento dei cavalli trasporta l'immensa carretta del dolore
verso ignoti destini.
Lacrime di sangue trasudano le ruote al mesto scandir delle ore
_______________________________________


La marcia del Davai

Angosciosa esistenza ghiacciata lambita dalla maestosità del Don.
Sogno irraggiungibile di splendenti girasoli.
Dolore pietrificato lungo i bordi della strada,
struggenti ricordi di un dolce passato
nello sguardo disperato dei morenti
_______________________________________

Maria Assunta Di Mauro
postato da: poesia alle ore agosto 16, 2007 23:35 | link |
categorie: poesie dal forum
28/07/2007

AVVISO

Il termine ultimo di partecipazione al Concorso internazionale di Poesie e sensazioni
"ANTICHE COME LE MONTAGNE" ed.2007
è stato prorogato a tutto il 15 Settembre p.v.

Modalità di partecipazione e regolamento:
sul sito www.amicipoesia.altervista.org
sul forum http://amicipoesia.mondoweb.net/topic607.html

Grazie!

Gruppo AdP

 

postato da: poesia alle ore luglio 28, 2007 12:16 | link |
categorie:
02/05/2007

Poesie di.. Francesco Donatini

PER QUEL CHE VALE:

Per quel che vale, voglio dirti
che nel tuo sorriso vedo
ridere le cose che ho più care:
il lavoro e la fatica,
la preghiera e il suo conforto,
il risveglio quotidiano delle cose.

Nel profumo che cattura
ancor oggi la memoria,
vedo spandersi i miei anni:
non è vero che col tempo
si guadagna di sapere
riconoscere gli errori.

Io del tempo speso insieme
vedo solo la dolcezza
del saperti innamorata,
il conforto di sentirti interessata
dei miei casi, il piacere
che mi hai dato e che ti diedi.

Vale a poco, non è ignoto
agli occhi miei: del futuro
non so niente, tranne solo
quel che manca: il sorriso,
il profumo e tanto tempo
speso bene, ma per niente.



LA STANCA COMMEDIA:

Modena è il teatro dei miei sbagli:
mi ha guardato, indifferente, sputtanare
i miei tesori, affannarmi per riuscire
a conseguire quel che è peggio.

Per adesso non dev'essere finita,
credo, ancora, la commedia:
tendo orecchio con speranza,
ma non odo tuttavia
fischi, o applausi compiacenti.



OSSERVAZIONE:

A me piace qualche volta
osservare la fatica innaturale
di chi spende di se stesso
per trovare dell'altrui.



VANITÀ:

Il tedio ingravida la terra,
e di vane creature
votate a morte l'affatica il parto.



SE DIO VUOLE:

Se Dio vuole, non mi è chiesto che d'amare.
Risvegliarmi ogni mattina col pensiero
al mio Signore che mi dona
di servirlo e di godere dei suoi doni.

Alla morte che mi attende, amica,
per gettare a terra il peso
che mi grava sulle spalle,
ed offrire al cuor la pace.

A mio padre, a mia madre e ai miei fratelli
che per anni sono stati il mio mondo.
Il cielo ci ha voluti insieme, per progetti
suoi, che non discerno e non so dire.

Alla donna che amo, e mi ricorda
quanto non mi sono sufficiente.
Il suo fascino ancor oggi resta
agli occhi miei il mistero più irrisolto.

Ai pochi amici, che divino sanno il perdono.
Non gli importa nulla dei miei sbagli
e li ritrovo sempre accanto,
angeli in terra del Signore.

Giungo a sera, e il mio solo pentimento
è stato aver amato poco,
a raffronto di quel tanto
che di amor mi è stato dato.



ORGOGLIO:

Gesti che vogliono apparire naturali,
ma tradiscono celate ostilità.
Guardinghi guardiani delle proprie miserie,
che si vogliono inviolabili tesori.

Quando pensi a quanti al mondo ce ne sono,
di individui più che certi, come te,
di appartenere ad una schietta eletta,
vergognoso torni al fraterno gregge.



SOGNO:

Molto spesso ti ho pensata ritornare:
dalla bassa risalire la collina
e affrontare, con pazienza certosina,
i tornanti, e mille cose da spiegare.



ADDIO:

Vedi bene che comunque non aiuta
crogiolarsi nei ricordi, e confortarsi
col pensiero che alla fine sarai tu
a pentirti dei tuoi sbagli.

Non aiuta, perchè ancora
(e fino a quando?), non sopporto
di sapere la tua gioia,
di vedere come infine l'hai raggiunta.

Tutto quello che mi attendo
a ricompensa dei miei sforzi,
l'annebbiarsi progressivo
dei contorni del tuo volto.
_________________
Stenelo                                                                                                     Francesco Donatini
postato da: poesia alle ore maggio 02, 2007 10:39 | link |
categorie: poesie dal forum

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